In questi giorni, da qualunque parte ci si giri, si parla di Bob e Alice, le due forme di intelligenza artificiale messe a punto da qualcuno alle dipendenze di Facebook, le quali avrebbero ideato un modo tutto loro di entrare in comunicazione l’uno con l’altro (o altra?). Come spesso accade quando si vanno a toccare argomenti che richiedono un minimo di “interpretazione” e/o di conoscenze un pochino più “sofisticate”, la stragrande maggioranza di tutti coloro che hanno riportato la notizia non ha capito un fico secco di quanto successo.

Noi di DDay.it siamo stati tra i primi siti web italiani a riportare la notizia e chi si è occupato della notizia, il bravissimo Mirko (un ingegnere, tutt’altro che “l’ultimo arrivato”), ha saputo spiegare benissimo la questione; da quello che si legge in giro, però e lo ripeto, sono ben pochi quelli che hanno realmente compreso quanto accaduto e probabilmente non sono tra le decine di migliaia di persone che hanno letto l’articolo su DDay. Bob e Alice sono diventati famosi solo per le stupide leggi del web. Proviamo a visualizzare il fenomeno.

Secondo il web (dai social ad importanti testate “generaliste”):

Due diverse intelligenze artificiali hanno inventato una nuova lingua e sono state spente perché potenzialmente pericolose per l’umanità.

La realtà:

Due intelligenze artificiali pressoché identiche tra loro hanno inventato una nuova lingua e sono state spente perché non funzionavano a dovere.

Quello che gli ingegneri di Facebook volevano fare era creare una tipologia di bot capace di interloquire con un essere umano al fine di “negoziare” al meglio con lui senza che questo venisse a conoscenza del fatto che dall’altra parte della conversazione ci fosse nient’altro che un ammasso di numeri ed istruzioni. Le IA realizzate avevano oggetti da poter inserire nelle trattative da tenersi in lingua inglese (ognuno con un diverso “peso/valore”: palloni, cappelli e libri) e il fine ultimo di ogni scambio/baratto doveva portare ad un leggero vantaggio per l’IA stessa; il principio di base era quello della “ricompensa”: fai questo e ottieni quello. Portami il bastone e ti do’ il croccantino. Senza entrare troppo nei dettagli, in questo modo l’IA aveva una sorta di “stimolo” in più.

Veniamo al dunque. Le due IA si sono comportate benissimo con gli umani ma una volta messe l’una di fronte all’altra, dopo un certo periodo di studio, hanno iniziato a comunicare tra loro in maniera diversa, senza che nessuno avesse insegnato loro a farlo. Può sembrare una cosa assurda ma non è successo nulla di nuovo né di scandaloso. È semplicemente accaduto quello che in passato è già stato più volte documentato: due macchine hanno trovato un modo più semplice (per loro) di parlarsi. Ragionando alla stessa maniera Bob e Alice hanno inventato lo stesso linguaggio. E si capivano alla grande!

Ma perché è successo questo? Molto semplice: perché nessuno dei geniacci di Facebook aveva imposto loro di comunicare seguendo strettamente le regole della lingua inglese; il sistema delle ricompense non dava loro alcun premio sotto questo aspetto e quindi i bot hanno convenuto che “ai fini del risultato finale” era meglio comunicare in altro modo, evidentemente più incisivo ed efficace nello “scontro” tra due IA pressoché identiche.

Bob e Alice sono stati spenti perché frutto di errori di programmazione, ma una volta inserita una ricompensa adeguata lì dove ce n’era bisogno sono state riattivate e tutto è andato come doveva. Niente Terminator, Skynet, Matrix, Io Robot e quant’altro. L’uomo è ancora al comando.

Per ora. 🙂

P.S. non rileggerò questo post, quindi spero di essere stato chiaro. In caso contrario, vi rimando alla fonte della notizia.