Dopo l’esperienza fatta nel 2012, quest’anno è stato nuovamente possibile affrontare l’IFA, nient’altro che la seconda fiera dedicata all’elettronica di consumo più grande al mondo (al primo posto c’è il CES di Las Vegas) che come ogni anno si svolge a cavallo tra la fine di agosto e l’inizio del mese di settembre. I primi due giorni di manifestazione – che si svolge a Berlino, nell’immenso polo fieristico Messe Berlin – sono solitamente dedicati alla stampa (30-31 agosto), mentre i restanti giorni (1-6 settembre quest’anno) sono aperti al pubblico.

A coprire la manifestazione per DDay e Mediaworld eravamo in quattro; spesso in occasione di questi grandi eventi sono le aziende ad “invitare” alcuni giornalisti e noi tutti avevamo un invito personale: Gianfranco con Philips, Roberto con LG, Matteo con Harman e io, arruolato quasi in extremis, con Grundig. Come “ospite VIP di Grundig” vedevo riconosciuto nel mio “pacchetto di viaggio” volo (poi preso a parte per partire da Pisa), sistemazione in hotel, ogni tipo di trasferimento e tutti i pasti. Niente male, ma il dover sottostare all’agenda dei loro appuntamenti è lo scotto da pagare.

30 agosto

Per comodità mi son fatto accompagnare da Veronica in aeroporto (Pisa), dove prendo il mio volo easyJet per Berlino Schonefeld. Volo alle 15.55, partenza con qualche minuto di ritardo e arrivo alle 17.55 spaccando il secondo.

Alle 18.55 ci sarebbe stato un autista con una lavagnetta Grundig ad aspettarmi agli “arrivi”, autista che non si è mai visto; chiamo l’agenzia stampa e mi viene detto di prendere un taxi. Lo prendo e il tassista turco, tra uno sbadiglio e un altro, dopo un lauto compenso di 36,50€, mi porta all’albergo scelto da Grundig per i suoi ospiti: Hilton Berlin, 5 stelle in pieno centro. Mi è andata bene.

Dovendo incontrare Gianfranco nel (suo) post-cena (albergo a 400 metri dal mio, anche lui 5 stelle) per prendere la fotocamera e discutere sulla linea dei giorni successivi, ne approfitto per fare un giro dei dintorni: arrivo fino a Potsdamer Platz, vado verso la porta di Brandeburgo e torno indietro verso l’albergo. Nel frattempo mangio e bevo qualcosa al volo.

Incontrato Gianfranco e presa la fotocamera, torno in albergo e mi metto a letto.

31 agosto

Nonostante il programma Grundig prevedesse il transfer in fiera alle 10.30, la sveglia suona alle 7 e dopo doccia e colazione in hotel (mi sono tenuto leggero, ma c’era gente che alle 8 prendeva la zuppa di fagioli!), alle 8.30 sono pronto per scendere ed andare ad imbucarmi sulla navetta di Philips di Gianfranco. Partenza alle 9 e arrivo in fiera dopo 40 minuti; tra traffico e lavori ci è voluto un po’. Nel frattempo arriva una mail in cui l’agenzia che curava i rapporti con gli ospiti annunciava l’indisponibilità del CEO di Grundig per l’intervista. Amen.

Sala stampa stracolma e, dopo un breve meeting con gli altri, via con il primo evento: la conferenza Vestel (ore 10-11). Bello il padiglione, peccato però che la conferenza l’hanno fatta solo in turco! Non capendoci nulla, faccio due foto e scappo nel padiglione dedicato alla smarthome, con obiettivo Yale (ore 11).

Dopo qualche foto e appunto scappo alla conferenza Beko (ore 12-13), appuntamento “obbligatorio” della mia agenda con Grundig.

Finita la conferenza mi lancio da Haier (ore 13-14) per poi tornare nuovamente nel padiglione di Grundig (c’era una vasta area dedicata agli ospiti, con bar e postazioni per lavorare) e attendere – scrivendo – proprio la conferenza Grundig (ore 15-16).

Dopo conferenza e tour guidato del padiglione (16.45) con approfondimenti su tutte le novità, alle 17.30 prendo la navetta che mi riporta in albergo. Alle 18.30 buco il drink con Grundig e scrivo qualcosa e, dopo una doccia, alle 20 scendo nella hall per prendere la navetta che mi avrebbe portato al ristorante per la cena.

Tra traffico e lavori alle 21 siamo al ristorante, Fraeulein Fiona, dove intrattenendomi con un collega di Blogo.it decido di prendere una weizen, un’antipasto fatto di burrata-non-so-che (brandenburgen burrata on curly endive with plums & hazelnuts – burrata su indivia riccia con prugne e nocciole) e una cotoletta di cervo (venison schnitzel with kohlrabi-apple-remoulde & red current jam).

Niente di memorabile, anzi. Tre “pallini” su TripAdvisor forse sarebbero stati anche troppi, soprattutto considerando i colossali tempi di attesa. Dopo un caffè espresso (decente) usciamo dal ristorante (oltretutto abbastanza piccolo) praticamente a mezzanotte e torniamo in albergo in taxi. A dormire.

1 settembre

Sveglia alle 7.30, doccia e di corsa al “Media breakfast” (8.30-9.40) con Grunding in una meeting room riservata dell’albergo; dopo 10 minuti mi rompo e decido di scappare con Mirco in fiera (in taxi), dove lui avrebbe avuto un’intervista con Christian Struck, un pezzo grosso del marketing di Grundig. Aspettare il transfer delle 10 sarebbe stato troppo. Assisto all’intervista, faccio un paio di domande e poi mi metto a scrivere nella sala Grundig.

Alle 11 (fino alle 12) assisto al laboratorio sulla sostenibilità ambientale di Grundig, il cui grande ospite era Massimo Bottura, chef tre stelle Michelin. Finito il laboratorio chiedo di poter anticipare la mia intervista con lui (fissata inizialmente alle 13.15) e poco dopo mezzogiorno la faccio; chef simpatico e disponibile, ma troppo poco tempo a disposizione (un quarto d’ora diviso in due con una signora che scriveva per un giornale di cucina svedese e che ha sprecato tutto il suo tempo per farsi spiegare “come fare un buon brodo di carne”!)

Torno a scrivere in attesa delle 14, momento in cui avevamo appuntamento per andare a mangiare in un ristorante dall’altra parte di Berlino, Eins44, il quale però poi abbiamo scoperto esser chiuso (mah!). L’organizzazione vira per una soluzione più comoda e ci porta a pranzo (quasi alle 16) in un ristorante italiano vicino all’hotel: Malatesta. Prendo vino rosso, vitello tonnato alla piemontese e saltimbocca alla romana. Buono – ma non eccezionale – il tutto.

Finito il pranzo, sicuramente dopo le 17, torno in stanza a scrivere e sbobinare le interviste. Alle 19.30 appuntamento per la cena, e con Mirco si decide di andare da Löwenbräu am Gendarmenmarkt, dove abbiamo mangiato ancora schnitzel e bevuto un paio di birre. Poi nuovamente in albergo a scrivere. (ma sono “morto” abbastanza in fretta)

2 settembre

Sveglia presto perché Roberto aveva dato a tutti noi appuntamento in sala stampa “anche prima delle 9”. Risultato? Dopo doccia, colazione (ah, in un angolo riservato della sala c’era anche “Il soldato Ryan” Matt Damon…ma ero in ritardissimo e non sono riuscito a fargli una foto decente, quindi non mi crederà nessuno!) e qualche fermata di metro, in sala stampa alle 9.15 ci sono solo Gianfranco e Matteo, mentre Roby era infognato nel traffico di Berlino nella Mini Cabrio di DriveNow. Arriverà alle 9.30 passate.

Esaurite le varie agende con le aziende si passa alla “modalità selvaggia” e quindi via all’esplorazione libera della fiera; passo da Nokia, Garmin, Fitbit, Fossil e Emfit, poi dopo una pausa “pranzo” in sala stampa con n articoli scritti, corro da Samsung (che si è comprata un’intera ala della fiera…delirio di gente) per provare un paio di wearable e poi passo da Sony per vedere la fotocamera RX0.

Dopo aver scritto praticamente tutto, compresi gli arretrati, iniziamo a pensare alla cena; dopo un po’ di indecisione Gianfranco, da buon direttore qual è, ci porta in un posto “tipico”: Stadtklause. La simpatia non è di casa ma mangiamo abbastanza bene e la birra, ovviamente, è buona. Torniamo a piedi verso Potsdamer, Gianfranco va in hotel e Matteo si incammina verso il mio albergo nella speranza che Roberto finisca subito di “scrivere tre news e montare tre video”. Non succede. Matteo raggiunge Gianfranco in albergo e buonanotte a tutti. Il tempo di preparare la valigia e si va a dormire.

3 settembre

Solita sveglia presto, doccia, colazione, check-out e metro; lascio il trolley da Grundig e corro in una sala stampa deserta dove praticamente c’è solo Roberto. Prendo LG Q8 che sto provando in questi giorni, aspettiamo Gianfranco e ci distribuiamo per coprire l’ultima giornata.

Vado da Motorola, Alcatel, Tp-Link per gli ultimi hands-on e poi torno in sala stampa – dopo essere passato dal padiglione LG per vedere V30 – per scrivere tutto. Mangio qualcosa, bevo l’ultima AfriCola offerta dal bar, saluto la Sony Nex 6 gentilmente offerta da Gianfranco, saluto Gianfranco e Roberto e alle 16 inizio a muovermi con Matteo, direzione aeroporto. Capiamo subito che l’app MyTaxi non serve a niente (ci hanno bucato in tre) e alle 17.20 prendiamo un taxi al volo davanti all’uscita ovest della fiera; con l’aereo alle 18.55 e con l’aeroporto dall’altra parte di Berlino non è che fosse proprio “presto”.

Dopo mezzora di taxi abbondante e dopo aver ricevuto un messaggio sul fatto che l’aereo sarebbe partito con un ora di ritardo, arriviamo in aeroporto (45 euro di taxi). Matteo decide di cenare e io do uno sguardo ai monitor. Volo per Pisa cancellato. Benissimo.

EasyJet manda un addetto dell’aeroporto a parlare con tutti i passeggeri “incazzati”; non si sa perché l’aereo non parte e quel che è certo è che a casa in serata non si torna. Grazie a Gianfranco e alla prontezza di Luisa da Milano riusciamo a prenotare un volo Ryanair per Pisa previsto per il giorno dopo; easyJet non aveva posti “liberi” per l’Italia sui suoi aerei fino al martedì, e per Pisa fino a mercoledì. Nel frattempo mi assicuro una camera di hotel offerta da easyJet (almeno questo!). Dopo aver trovato un ATM per prelevare contante (maledetti tassisti tedeschi che spesso non accettano le carte…) prendo un altro taxi (17.10 euro) per dirigermi in albergo.

Il Best Western Premier Airporthotel Fontane Berlin non è poi neanche tanto male: 4 stelle con cena e colazione incluse. È quasi in Polonia, non c’è nulla nel raggio di 10 chilometri, ma fa niente.

Dopo una doccia e dopo un paio di testate al soffitto spiovente, scendo a cenare dove poco dopo aver iniziato a mangiare cotoletta e patatine (l’unica cosa che potevo mangiare, no alcolici…) mi intrattengo un attimo con alcuni “compagni di sventura”; si parla del più e del meno, si scopre qualche conoscenza in comune e poi si va a dormire.

4 settembre (extra)

Sveglia con calma, colazione alle 9.30, doccia e poi check-out alle 12. Resto nella hall a scrivere qualcosa fino alle 14 quando prendo la navetta per l’aeroporto. Arrivo in fretta (effettivamente potevo aspettare ancora un po’…) e molto tranquillamente giro un po’ per l’aeroporto (un mezzo schifo…); compro due cavolate e mi dirigo ai controlli dove la polizia mi setaccia da cima a fondo.

Scampo all’arresto e aspetto il mio aereo davanti a quello che sarà il gate (me lo sentivo che era quello!). Bevo una Fanta, ascolto musica e finisco di scrivere l’ultimo pezzo per DDay. Viene annunciato il gate e appena aprono mi metto in fila; l’aereo c’è, anche se ha mezzora di ritardo.

Mi accomodo nel posto 33F, l’ultimo in fondo all’aereo; il volo è strapieno e noto alcune – poche – facce che il giorno prima si sarebbero dovuti imbarcare con il sottoscritto sul volo easyJet cancellato.

Tra una turbolenza e l’altra si atterra e ad aspettarmi, ovviamente, c’è Veronica. Finalmente.

Un resoconto su quest’IFA 2017? Una fiera sottotono se si pensa ad alcune edizioni precedenti e alle novità, ma un’esperienza incredibile dal punto di vista umano. La prima IFA, quella del 2012, è stata bella ma spiazzante; quella del 2017 forse meno “bella” (sempre guardando alle novità) ma decisamente più “consapevole”.

Ah, ho fatto circa 50 chilometri in quattro giorni. E comunque riuscirei ancora a perdermi tra i padiglioni.