Chi mi conosce davvero sa quanto per il sottoscritto sia sempre stato importante fare sport; negli ultimi anni è stata dura per via dell’immane mole di studio cui – diciamo – “sono stato sottoposto”, ma comunque qualcosina la sono sempre riuscita a fare. Negli ultimi 5-6 anni nel periodo invernale ho sempre giocato a calcio a 5 (campionati amatoriali) e d’estate, seppur con meno intensità rispetto a qualche anno or sono, ogni giorno – letteralmente – c’era qualche partita di beach volley ad aspettarmi.

Da luglio a ieri, però, sono stato fermo: probabilmente non mi è mai capitato un periodo così lungo lontano dal pallone – in qualunque declinazione – ma le circostanze hanno determinato tutto ciò. C’è comunque un limite a tutto e qualche giorno fa ho deciso di prendere in mano la situazione e di informarmi sulle “possibilità” che ha da offrire questa porzione di Toscana; non avendo voglia di tornare a rischiare la vita (o meglio, le caviglie) col calcio a 5 (durerà poco, lo so), ho subito pensato al beach volley. A Livorno praticamente non c’è nulla, ma non ci ho messo molto a trovare un centro con sei campi a Pisa (con sabbia bianca del Nilo), praticamente a 20 Km da casa.

Chiedo informazioni, mi arriva una cortese risposta e decido di andare, coinvolgendo anche Veronica, pure lei da troppo tempo “ferma”. Ieri “lezione di prova” di beach volley con Eugenio Amore e Cristina Prosperi, due ex giocatori, il primo rappresentante l’Italia alle Olimpiadi di Pechino del 2008, insomma uno che se vuole ti schiaccia 10 volte su 10 il brufolo che hai sulla fronte; ovviamente – le basi ci sono e sono “solide” – non ci è stato detto nulla di nuovo ma il piacere di toccare di nuovo palla con pochi semplici esercizi è stato incommensurabile. All’inizio i 15 gradi si sono fatti sentire nelle ossa, alla fine ci faceva male tutto…ma fa niente!

La vera scoperta però è stata quella del CUS (Centro Sportivo Universitario) di Pisa, un complesso di impianti davvero straordinario se si pensa ad altre tristi realtà della penisola italica. Da quel che ho potuto vedere e da quello che poi ho rivisto dalle immagini di Google Maps sono a disposizione degli studenti universitari (ma non solo), oltre ai sei campi da beach volley (che oggi verranno coperti per l’inverno), quattro campi da tennis, tre campi da calcio a 5, un campo da calcio ad 8, un campo da rugby (ma pure football), uno da hockey su prato, un campo da basket indoor, uno outdoor (molto “street style”) e un palazzetto polifunzionale. In più bar e una specie di ristorante, oltre ad un discreto parcheggio.

Vedere tutto questo “ben di Dio” mi ha fatto pensare molto alla realtà dei campus americani, un qualcosa che si fa davvero fatica ad immaginare in un Paese come l’Italia. Eppure anche noi possiamo e a Pisa, che alla fine è una città di 90mila abitanti, ce n’è la più sincera testimonianza. Non so quanti complessi analoghi – dedicati agli studenti – ci siano in Italia, ma non credo molti; gli studenti pisani dovrebbero essere davvero orgogliosi di tutto ciò perché nella stragrande maggioranza delle altre università non c’è – e non ci sarà mai – nulla di simile…