Ne hanno parlato un po’ tutti i giornali e pure le varie emittenti televisive, ma il caso di Andi Nganso, giovane medico trentenne originario del Camerun in turno presso l’ambulatorio della guardia medica di Cantù ha davvero dell’incredibile. Una signora tra i 60 e i 65 anni si presenta lì per chissà quale motivo (evidentemente non era così grave…), nota un uomo di colore, gli chiede se è medico (e certo, poteva esserci un architetto lì dentro…) e una volta appurato il tutto decide di andare via affermando di non volersi far visitare da un “negro”.

Inutile dire che non vi sono giustificazioni per un comportamento di questo tipo. Il dottor Nganso, seppur più “abbronzato” della stragrande maggioranza degli italiani (prendo in prestito le parole di un nostro ex Presidente del Consiglio che “dipinse” così un ex Presidente degli Stati Uniti D’America), è uno che ha studiato almeno sei anni Medicina e Chirurgia (per di più, in Italia, con tanto di esperienza in continuità assistenziale sempre in Italia), lasso di tempo (mi verrebbe da pensare) quasi sicuramente superiore a tutti gli anni di scuola dell’obbligo frequentati dalla tutt’altro che stimabile signora protagonista dell’episodio. (che magari poi si scoprirà essere laureata con lode in una facoltosa Università italiana, per di più in una disciplina umanistica….ma dubito)

Probabilmente la signora ha creduto di vedere fuori dall’ambulatorio un cartello giallo come quello della foto in testa a questo breve post o come quello poco più giù; se così fosse, penso avrebbe fatto meglio a recarsi da uno specialista oftalmologo (rigorosamente bianco), lui sì sicuramente più “qualificato” del dottor Nganso nell’ambito in questione.

Massima solidarietà e stima per il dottore che ha preso “con filosofia” l’accaduto, probabilmente anche per la frequenza cui è solito affrontare certe situazioni; ma episodi del genere non sono tollerabili e non devono MAI essere tollerati.

Se fosse stata in serio pericolo di vita?  E se suo figlio o suo nipote avessero avuto bisogno urgente di un medico? Avrebbe aspettato un medico “scolorito” o gli sarebbe bastato il dottor “Nganso”?

A poco più di un mese dalle elezioni che sicuramente porteranno ad un nulla di fatto, le varie parti politiche parlano di tutto tranne che della sanità italiana; il massimo che si può sperare di ascoltare è qualche incredibile baggianata sui vaccini, argomento molto caro agli ignoranti politicanti dei giorni nostri che farebbero di tutto per portarsi a casa i voti degli ignoranti no-Vax (per poi perdere i voti di tutti gli altri). Tra gli aspiranti premier c’è gente che non ha lavorato un giorno nella sua vita e non è in grado di azzeccare due congiuntivi di seguito, gente che ha 30-40 anni di politica alle spalle ma che ancora non si arrende all’età, gente che prenderebbe a sprangate tutti e gente che si vanta di quello fatto in questi ultimi anni.

Ma dov’è la gente che parla veramente della sanità? Dov’è la gente che dice che, mentre il PIL sale, la spesa per la sanità non sale di conseguenza con evidenti conseguenze all’ordine del giorno? Nel 2020 si stima che la spesa per la salute degli italiani sarà pari al 6,3% del PIL (nel 2013 eravamo al 6,8%), quando la Germania spende circa l’8,5% annuo del suo PIL (certamente superiore al nostro) per la salute dei tedeschi. Non è abbastanza ridicola come cosa? Secondo me sì e credo la pensino così un po’ tutti, anche il carissimo dottor Nganso.

Politica e sanità vanno di pari passo: se la prima fa schifo anche la seconda seguirà sempre a ruota. E non ci dovremo affatto stupire se succederanno altri episodi simili a quelli avvenuti a Cantù; c’è gente che è riuscita a fare politica solo sull’odio verso tutto ciò che non è “ariano”…